Diritti

Se hai sfruttato il bonus 110%, potresti essere nel mirino del catasto: la guida che ti salva da errori costosi

Alla luce delle attuali discussioni in sede governativa, il mantenimento delle aliquote al 50% e 36% per le prime e seconde caseSuperbonus 110% e obbligo di aggiornamento catastale: cosa dice la legge(www.linkedincaffè.it)

Con le verifiche sul Superbonus 110%, torna alla ribalta il tema dell’aggiornamento della rendita catastale.

Dopo la proroga e le modifiche normative intervenute negli ultimi anni, il 2025 segna un momento cruciale per i contribuenti e i tecnici coinvolti: infatti, da aprile sono iniziate le comunicazioni di compliance rivolte a chi ha effettuato interventi agevolati senza aggiornare la rendita catastale, con una tempistica di controlli che si estenderà almeno fino al 2027.

Vediamo allora cosa prevede la normativa attuale, quali sono gli obblighi, i casi in cui è necessario procedere alla variazione catastale e le novità più recenti.

L’aggiornamento della rendita catastale dopo interventi edilizi agevolati con il Superbonus è un tema che ha generato molte incertezze. La Legge di Bilancio 2024 (art. 1, comma 86, Legge 213/2023) ha formalizzato l’attività di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, fornendo strumenti automatizzati per verificare la presentazione, ove prevista, della dichiarazione di variazione catastale (modello DOCFA). Tuttavia, non introduce un nuovo obbligo generalizzato di aggiornamento della rendita, bensì rafforza il monitoraggio del rispetto delle norme già esistenti.

L’obbligo di aggiornare la rendita catastale si attiva solo quando gli interventi edilizi comportano un incremento superiore al 15% rispetto alla rendita precedente. È importante sottolineare che l’aumento del valore commerciale dell’immobile, ad esempio dovuto a interventi di efficientamento energetico o miglioramento sismico, non si traduce automaticamente in una variazione della rendita catastale, che segue parametri di calcolo ancora non del tutto allineati ai valori di mercato.

La normativa di riferimento rimane l’articolo 1 della Legge 311/2004, il D.M. 701/1994 e l’articolo 20 del Regio Decreto 652/1939, e le circolari dell’Agenzia delle Entrate 10/2005 e 1/2006 chiariscono che la variazione è obbligatoria solo in caso di incremento significativo della rendita.

Quando non è obbligatorio aggiornare la rendita catastale

Non tutti gli interventi realizzati con il Superbonus comportano l’obbligo di aggiornamento catastale. Ecco i principali casi in cui la presentazione della dichiarazione non è necessaria:

  • Interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, come la sostituzione di infissi, sanitari, rifacimento della facciata o del tetto, o la messa a norma degli impianti, senza modifiche alla consistenza.
  • Installazione di impianti fotovoltaici fino a 3 kW, che non incidono sulla superficie catastale; anche impianti superiori a tale potenza non obbligano automaticamente all’aggiornamento, se non si verifica un aumento della rendita oltre la soglia del 15%.
  • Interventi che non modificano le superfici catastali rilevanti, come il cappotto termico, che può far aumentare la superficie lorda ma non necessariamente la rendita catastale in misura significativa.

Per verificare se un aggiornamento è necessario, si consiglia sempre di effettuare una simulazione con il software DOCFA, tramite un tecnico abilitato.

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Le nuove verifiche e le lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate – linkedincaffe.it

Da aprile 2025, l’Agenzia delle Entrate ha avviato un piano di controlli mirati che interesseranno circa 60.000 immobili entro il 2027. Le verifiche si concentrano soprattutto sugli immobili con rendite catastali basse o nulle, come ruderi o edifici collabenti, dove gli interventi Superbonus appaiono sproporzionati rispetto al valore catastale.

La procedura prevede l’invio di lettere di compliance a circa 15.000 contribuenti nel 2025, con ulteriori 20.000 nel 2026 e 25.000 nel 2027. Queste comunicazioni, recapitate tramite PEC o raccomandata, invitano i proprietari a valutare con l’aiuto di un tecnico se gli interventi effettuati hanno inciso sulla consistenza catastale e a regolarizzare la posizione presentando la dichiarazione DOCFA.

Nel caso in cui il contribuente non provveda, l’Agenzia potrà procedere con accertamenti diretti, sopralluoghi e aggiornamenti d’ufficio, applicando sanzioni pecuniarie che vanno da 1.032 a 8.264 euro per unità immobiliare.

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