Miti e luoghi comuni da sfatare su LinkedIn


Mirko Saini
Miti e luoghi comuni da sfatare su LinkedIn
Mirko Saini

Mirko Saini

In mezzo a voi dal 1972, sposato con Anna, 4 figli.
Triathleta con il rugby nelle articolazioni.
LinkedIn & Social Selling Specialist
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Luoghi comuni su LinkedIn

Cominciamo l’anno nuovo con i consueti buoni propositi e cercando di sgomberare il campo da quei luoghi comuni che non fanno altro che portarci sulla strada errata. Ecco quindi che ho raccolto 7 luoghi comuni con i quali più spesso mi capita di combattere.

1 – LinkedIn serve solo per cercare lavoro

Dai ammettiamolo. Questa cosa almeno una volta nella vita un po’ tutti noi l’abbiamo pensata di linkedIn. E’ senz’altro la madre di tutti i luoghi comuni che aleggiano attorno a questo social network.
Oddio! Ha un bel fondo di verità dovuto essenzialmente a due fatti storici:

  1. è nato sotto questa stella
  2. per lungo tempo il settore hiring è stato il principale se non l’unico core business di LinkedIn.

Detto questo però ragazzi miei è venuto il momento di chiudere con questa diceria e guardare in faccia i fatti. Non solo LinkedIn non è fatto solo per chi cerca lavoro (o vuole cambiarlo) ma la stragrande maggioranza di chi lo frequenta proprio non ci pensa affatto a questo aspetto e utilizza il social per informarsi, formarsi, scambiare opinioni, fare personal branding, cercare potenziali clienti e informarsi su di loro prima di contattarli e creare quindi i presupposti di una futura opportunità di business.

2 – Io non cerco lavoro: che mi serve LinkedIn?

Ok. Hai un lavoro che ti soddisfa. Ben pagato. Le condizioni di mercato sono a te e alla tua azienda favorevoli. Non ti occupi di vendita o customer care quindi perchè mai dovresti avere una solida presenza personale su questo social e soprattutto perchè mai dovresti dedicarvici del tempo?

Puoi cominciare a fare gli scongiuri per quel che sto dicendo. Te lo passo. Ma ricorda che ai tempi bui, alla guerra fatta di necessità e urgenza ci si prepara in tempo di pace. Dove il minuti per costruire relazioni e conoscenze non scarseggiano e dove la fretta non sarà li appollaiata col suo fiato sul tuo collo.

Dammi retta. Anche se apparentemente puoi trovare ora superfluo investire il tuo tempo nella costruzione di una reputazione online o nella costruzione di solide relazioni personali qui in LinkedIn, non è detto che queste possano tornarti utili più in là. E mica le cosa debbano per forza mutare in peggio per avere riscontro positivo da questo “lavoro”.

Nessuno oggi ha la sfera di cristallo per sapere ciò che accadrà fra 3 o 5 anni e preparare quel fieno in cascina fatto di relazioni e reputazione credo sia comunque qualcosa che ognuno di noi dovrebbe fare. Quindi rimboccati le maniche, trova il tempo ma soprattutto la voglia e metti a posto sto profilo e ritagliati 5/10 minuti al giorno per LinkedIn.

3 – Il profilo non è altro che il formato digitale del mio cv

Non ho capito se ciò che si vede qui in LinkedIn è frutto della pigrizia o dei due precedenti punti appena esposti. Di profili completi, ben strutturati che si appoggiano sui concetti di valore offerto, target e socialità e che soprattutto non siano il frutto di un veloce copia incolla fatto dal proprio cv, io ne vedo ben pochi.

E’ un peccato. Ricordati che il Profilo è ciò che parla di te in tua assenza. E’ l’elemento sul quale si baserà il giudizio che gli altri si faranno di te come professionista. Mettiamoci in testa che la maggioranza delle persone che “incontriamo” qui su LinkedIn non ha altri elementi se non il profilo per farsi un’idea.

Che cosa mai uno potrà capire leggendo un profilo che sembra un cv? Secondo te quanti profili ci sono la fuori costruiti in questo modo?Quante possibilità hai quindi di emergere e spiccare rispetto agli altri con un profilo che altro non è che una fredda copia del tuo Cv?

Lo so. Costa fatica metterlo a posto. Costa anche denaro se lo vuoi far fare ad un professionista. Ma l’alternativa qual è?

4 – Della mia cerchia di conoscenze pochissimi usano LinkedIn . E poi ho Facebook. Quindi a che mi serve?

Semplice!

  1. Perchè i social servono ad allargare le proprie reti di conoscenze. Servono a valicare i limiti geografici, fisici di reti costruite su relazioni personali tipiche della vita off line. Oltre che permetterci di consolidare i rapporti nati e costruiti in quel modo.
  2. Perchè Linkedin ti permette di conoscere e farti conoscere da persone che mai o difficilmente avresti incontrato.
  3. Perchè Linkedin non è Facebook. Li si cazzeggia. Qui si parla di lavoro. Il nostro approccio ai due social è profondamente diverso e di conseguenza lo sarà anche la nostra attenzione verso notizie e contenuti. Ho scritto tempo fa un post dove uso la metafora del bar da aperitivi per descrivere facebook e del workshop per LinkedIn, spiegando appunto perchè questo nostro diverso approccio determini la qualità delle opportunità.

 

5 – Personalizzare il messaggio per chiedere la connessione? Ma se non lo fa mai nessuno perchè dovrei farlo io?

E’ vero. Te lo confermo. Non lo fai mai nessuno (o quasi, più correttamente bisognerebbe dire). Di 100 richieste mese che mediamente ricevo forse il 3, 4% sono accompagnate da un messaggio che spieghi il perchè di quella decisione.

Ma secondo te? Chi mi sarà più semplice ricordare? Quindi, girando il problema. Non credi che prendersi il tempo, la “briga” di scrivere due righe non banali per dire il perchè si sta chiedendo la connessione ad un altro essere umano non serva per mettere per il verso giusto il rapporto che vogliamo costruire con lui (o lei)?

Sfruttiamo il fatto che pochi lo fanno. Serve veramente poco, davvero. Minimo sforzo per un massimo risultato: differenziarsi rispetto a tutti gli altri fin da subito.

6 – Ho un profilo completo. Perchè nessuno mi contatta?

E’ una delle questioni che più spesso mi vengono poste. “Mirko. Ho un profilo completo. Foto, job title, Riepilogo, Esperienze tutte ben compilate stirate e inamidate. Perchè nessuno mi contatta?”.

Chiaro che ogni situazione fa capo a se e rispondendo qui adesso non vorrei essere tacciato di fare di tutt’erba un fascio. Ma nella stragrande maggioranza dei casi il problema è arriva da qui: Linkedin è un social fatto per “socializzare”.

Se non si tiene un atteggiamento pro attivo all’interno della piattaforma è un pochino complicato che gli altri si accorgano di noi. Quindi posta, commenta, frequenta i Gruppi e se vuoi fare il salto di qualità comincia ad utilizzare come si deve Pulse.

Certo invece che se consideri LinkedIn una sorta di Pagine Gialle per professionisti o per il mercato del lavoro, dove la gente entra cerca ciò o chi gli serve e quindi ti trova bè, stai sbagliando tutto.  Hai le stesse probabilità di inciampare in un’opportunità di business di chi vuole trovare vita aliena aspettando che l’ufo gli atterri in giardino e gli suoni il campanello dicendo: “Eccomi. Io sono E.T”. Un tantino difficile accada. Non trovi?

7 – Se voglio fare colpo devo scrivere il mio profilo in inglese.

AAAAHHHHH!!!. Per carità. Non entro in merito al fatto che l’inglese in Italia non è che sia così ben praticato.

Se vuoi intercettare un tipo di pubblico cerca di capire luoghi, tempi, mezzi adatti ad intercettarlo. Il tuo pubblico è italiano? Usa l’italiano. Non importa che il tuo pubblico sia rappresentato da HR o da responsabili marketing o ufficio acquisti di grosse aziende e tu presupponi che loro “debbano” conoscere l’inglese. Presupporre qui non è la strada giusta. Se vuoi parlare e farti ascoltare da loro rendigli la vita semplice. Non rischiare.

“Eh ma così faccio vedere che il mio inglese è fluente”. Due cose allora:

  1. per scrivere un profilo in una qualsiasi lingua straniera oggi basta investire qualche decina di euro, quindi non è che scrivendolo in inglese si dimostri poi così tanto di ciò che si sa fare. Altre saranno le occasioni per dimostrarlo
  2. lo sai che LinkedIn ti mette a disposizione la possibilità di avere il profilo in oltre 40 versioni diverse una per ogni lingua supportata? Perchè scegliere?! Scriviamolo in Italiano e… in Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco, Norvegese, Svedese e in qualsiasi altra lingua esotica, rara o quasi morta ti venga in mente.

A volte basta veramente poco per non crearsi problemi 😉

 

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Comments

  • Davide Rampoldi

    Grazie Mirko.
    Alcune cose le supponevo, ma altre sono arrivate come vere illuminazioni.
    Penso che già applicare quello che dici qui permetta alla gente di evitare di perdere tempo in fregnacce inutili e puntare all’essenziale.

    Davide

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    • Mirko Saini

      Sono curioso Davide, quali ti hanno sorpreso? 😉

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